Informazioni e soluzioni per la formazione Adulti REGISTRO CPIA Gruppo Spaggiari Parma

Seguici su:

Storia della formazione adulti

Storia della Formazione degli Adulti in Italia ed Europa

 


1. Origini Antiche e Medioevo: le prime forme di educazione degli adulti

  • Le radici della formazione degli adulti affondano nell’antichità, in Grecia e Roma, dove l’educazione era riservata alle élite e centrata su filosofia, retorica, diritto e oratoria (Fonti: Platone, Repubblica; Aristotele, Politica).

  • Nel Medioevo, le uniche istituzioni educative per adulti erano i monasteri, le scuole cattedrali e le corporazioni di arti e mestieri, dove l’apprendimento avveniva per trasmissione diretta dei saperi (Fonte: Le Goff, Intellettuali nel Medioevo, 1957).


2. Dal Rinascimento all’Ottocento: l’educazione popolare

  • Il Rinascimento vede una maggiore attenzione all’educazione come strumento di elevazione personale e sociale.

  • Con l’Illuminismo nasce l’idea che l’istruzione sia un diritto universale e una leva di emancipazione dei ceti popolari (Fonti: Condorcet, Rapporto sull'istruzione pubblica, 1792).

  • Con la Rivoluzione Industriale cresce il bisogno di alfabetizzazione per la nuova classe operaia: nascono le prime scuole serali e i corsi per adulti lavoratori (Fonte: Hobsbawm, Il secolo breve, 1994).


3. Prima Metà del Novecento: alfabetizzazione e formazione popolare

  • In Italia, nel primo Novecento, si sviluppano:

    • Le scuole serali per lavoratori.

    • L’istruzione popolare organizzata da sindacati, cooperative e associazioni laiche o religiose.

  • Il fascismo crea l’Opera Nazionale Dopolavoro (OND) per offrire formazione e svago ai lavoratori, con una forte impronta ideologica (Fonte: De Grazia, Il consenso fascista, 1981).


4. Secondo Dopoguerra: il diritto all’istruzione e l’educazione permanente

  • La Costituzione Italiana del 1948 sancisce il diritto all'istruzione per tutti (art. 34: “La scuola è aperta a tutti”).

  • Viene avviata una massiccia campagna di alfabetizzazione per superare l’analfabetismo ereditato dal passato (oltre il 13% nel 1951).

  • Si affermano i principi di educazione permanente grazie all’influenza di organismi internazionali come l’UNESCO:

    • Rapporto Faure (Learning to Be, 1972) introduce il concetto di apprendimento lungo tutto l’arco della vita (lifelong learning).

    • L’educazione degli adulti diventa un pilastro per la democrazia, lo sviluppo economico e la coesione sociale.


5. Anni ’90: verso l’apprendimento permanente

  • L’Unione Europea riconosce la formazione continua come diritto essenziale:

    • Libro Bianco della Commissione Europea (Insegnare e apprendere: verso la società cognitiva, 1995).

    • Introduzione del lifelong learning nei trattati europei.

  • In Italia nascono i Centri Territoriali Permanenti (CTP) e i Corsi serali per adulti (IDA), rivolti a:

    • Lavoratori;

    • Persone con basso titolo di studio;

    • Stranieri;

    • Detenuti.

  • Viene introdotto il Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF) e il riconoscimento dei crediti formativi.


6. La Svolta del 2012: i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA)

  • Con il DPR 263/2012 nasce il sistema nazionale di istruzione degli adulti, articolato in:

    • Primo livello: conseguimento licenza media e competenze di cittadinanza;

    • Secondo livello: istruzione tecnica, professionale o liceale;

    • Percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana per stranieri (ai sensi del D.Lgs. 286/1998, art. 4 bis).

  • Si introduce:

    • Il Patto Formativo Individuale;

    • Il riconoscimento dei crediti formativi;

    • La possibilità di fruizione a distanza (fino al 20% del monte ore).

  • Il CPIA diventa una rete territoriale di servizio con una forte vocazione di integrazione sociale.


7. Evoluzioni Recenti: digitalizzazione, inclusione e apprendimento per la vita

  • L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite (Obiettivo 4) sottolinea il diritto all’educazione inclusiva e di qualità per tutti, lungo tutto l’arco della vita.

  • In Italia, i CPIA sono strumenti essenziali per:

    • Contrastare l’analfabetismo funzionale e digitale;

    • Offrire opportunità di istruzione e cittadinanza agli adulti migranti;

    • Promuovere il lifewide learning (apprendimento in tutti i contesti di vita: lavoro, tempo libero, volontariato).

  • Le Linee guida per l’apprendimento permanente del MIUR (2012, 2015) e le politiche europee (European Skills Agenda, 2020) promuovono la formazione continua come diritto sociale e leva per il lavoro.


Fonti principali:

  • UNESCO, Learning to Be (Rapporto Faure), 1972.

  • Consiglio Europeo, Raccomandazione sulle competenze chiave per l’apprendimento permanente, 2006.

  • DPR 263/2012 - Regolamento recante norme generali per la ridefinizione dell’assetto organizzativo e didattico dei CPIA.

  • Carta dei diritti fondamentali UE, 2000.

  • Hobsbawm E. J., Il secolo breve, 1994.

  • MIUR, Linee guida per il sistema di istruzione degli adulti, 2015.

  • ISTAT, dati su analfabetismo e istruzione in Italia.