Cosa offrono i vari percorsi
I Percorsi di Istruzione degli Adulti e il Patto Formativo Individuale: Quadro Normativo e Organizzativo
Il sistema nazionale di Istruzione degli Adulti (IdA) è stato profondamente riformato dal D.P.R. 263/2012, che ha definito le modalità di funzionamento dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA), nonché dei percorsi di secondo livello finalizzati al conseguimento di diplomi di istruzione tecnica, professionale e artistica.
1. I tre percorsi dell'Istruzione degli Adulti (D.P.R. 263/2012)
Il nuovo ordinamento, attraverso la rete territoriale dei CPIA, si articola in tre tipologie di percorsi:
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Percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana, con rilascio di una certificazione di livello linguistico A2 del QCER.
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Percorsi di primo livello, ex scuola media, articolati in:
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Primo periodo didattico: conseguimento del titolo di studio conclusivo del primo ciclo (licenza media).
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Secondo periodo didattico: certificazione delle competenze di base relative all’obbligo di istruzione.
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Percorsi di secondo livello: finalizzati al conseguimento del diploma di istruzione tecnica, professionale o artistica, realizzati presso le istituzioni scolastiche in cui funzionano tali percorsi e che restano incardinati nelle stesse.
2. I Percorsi di Secondo Livello (D.P.R. 87/2010, 88/2010, 89/2010)
I percorsi di secondo livello sono strutturati in tre periodi didattici:
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Primo periodo didattico: certificazione per l'ammissione al secondo biennio.
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Secondo periodo didattico: certificazione per l'ammissione al quinto anno.
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Terzo periodo didattico: conseguimento del diploma di istruzione tecnica, professionale o artistica.
Ogni periodo didattico si riferisce ai quadri orari e ai profili definiti nei regolamenti di riordino degli ordinamenti:
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D.P.R. 15 marzo 2010, n. 87 (Istituti Professionali)
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D.P.R. 15 marzo 2010, n. 88 (Istituti Tecnici)
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D.P.R. 15 marzo 2010, n. 89 (Licei Artistici)
Il monte ore di ciascun periodo è ridotto al 70% rispetto ai percorsi diurni, con specifici criteri per l’adattamento dei piani di studio e per garantire la qualità formativa:
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Alcune discipline non subiscono riduzione (es. discipline presenti in un solo anno o con orari ridotti).
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Si possono unire discipline affini per razionalizzare i percorsi (es. scienze integrate).
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Si garantisce l’equilibrio tra riduzione oraria e mantenimento delle competenze richieste dai profili educativi, culturali e professionali.
3. La Personalizzazione dei Percorsi: Il Patto Formativo Individuale (D.P.R. 263/2012, art. 5)
L’accesso ai percorsi di secondo livello avviene tramite la definizione di un Patto Formativo Individuale, redatto da una specifica Commissione istituita dal CPIA in collaborazione con le istituzioni scolastiche del secondo livello, sulla base di un accordo di rete.
Il Patto Formativo è il documento che:
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Personalizza il percorso formativo dell’adulto, valorizzando crediti formali, non formali e informali.
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Stabilisce il periodo didattico di inserimento.
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Può equivalere fino al 10% del monte ore del periodo didattico di riferimento.
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Può prevedere attività propedeutiche o di riallineamento delle competenze.
La Commissione è presieduta dal Dirigente Scolastico del CPIA e composta da docenti del CPIA e dell'istituzione di secondo livello. Le sue attività si formalizzano con verbali e documentazione firmata da tutti i membri.
4. Gli Strumenti della Commissione per il Patto Formativo
Per il riconoscimento dei crediti e la definizione dei percorsi personalizzati, la Commissione si avvale di:
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Modello di domanda per il riconoscimento crediti.
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Libretto personale o dossier IDA.
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Linee guida per la valutazione delle competenze.
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Certificato di riconoscimento dei crediti.
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Modello di Patto Formativo Individuale.
5. Flessibilità e Aggregazioni Didattiche (D.P.R. 263/2012, art. 4 e art. 9)
Al fine di garantire l’avvio dei percorsi, soprattutto nelle carceri o in realtà con bassa numerosità di studenti, il regolamento consente:
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Aggregazione di studenti di diversi indirizzi o articolazioni per discipline comuni.
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Utilizzo della quota di autonomia (fino al 20-30% a seconda del periodo) per potenziare insegnamenti o introdurre nuove attività.
Tali soluzioni devono rispettare i limiti di organico e non comportare esuberi o nuovi oneri per la finanza pubblica.
6. Normativa di riferimento
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D.P.R. 263/2012: Regolamento recante norme generali per la ridefinizione dell'assetto organizzativo didattico dei CPIA e dei percorsi di istruzione degli adulti.
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D.P.R. 87/2010: Regolamento ordinamenti Istituti Professionali.
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D.P.R. 88/2010: Regolamento ordinamenti Istituti Tecnici.
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D.P.R. 89/2010: Regolamento ordinamenti Licei.
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D.Lgs. 76/2005: Norme per il diritto-dovere all'istruzione e formazione.
Queste norme configurano un sistema flessibile, inclusivo e finalizzato a favorire il successo formativo degli adulti, valorizzando le esperienze pregresse e garantendo l’accesso ai titoli di studio del secondo ciclo.